Albergo del Gallo

 

Il nome Albergo del Gallo ha origini antiche, infatti l’attuale edificio è il risultato di una sopraelevazione su un già esistente albergo, che tra il 1911 ed il 1913 venne alzato di ben due piani e rinnovato nella facciata, adottando uno stile più consono all’epoca ed ai tempi di gran moda, ovvero l’Art Nouveau.

L’attività si svolgeva nell’allora Piazza Vittorio Emanuele, attuale Piazza Martiri della Libertà, vero fulcro del paese. Tra l’altro nella stessa piazza vi era anche la fermata dell’antica linea ferroviaria leggera anche denominata Tramway, che collegava Dronero con la Città di Cuneo.

La struttura ricettiva dopo il restauro cambiò nome e passò da semplice “Albergo del Gallo” a “Grande Albergo del Gallo”. Con il trascorrere degli anni poi, diversi gestori si alternarono e con loro veniva modificato il nome della struttura ricettiva, che in linea al trascorrere dei tempi divenne “Italia” e poi “Europa”.

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L’edificio nei locali del primo piano, ospitò la Società Operaia di Mutuo e Soccorso e fu sede della Comunità Montana della Valle Grana.

Vi soggiornò Giovanni Giolitti, di passaggio e per una notte, in occasione dell’apertura del Consiglio Provinciale di Cuneo del 5 luglio 1915, durante il quale ebbe per la prima volta l’occasione di parlare della guerra concludendo con un appello alla concordia, ribadendo il suo forte legame nei confronti del territorio cuneese, orgoglioso nel rappresentarlo in Italia e nel mondo.

Curiosità

Nel suo periodo di massimo splendore, il piatto tipico servito al ristorante della struttura si chiamava Doba. Nasce come piatto unico e stagionale, accompagnato da una buona bottiglia di vino rosso tipo dolcetto o barbera vivace, oppure dal più tipico e locale vino di Merola. In seguito, viste anche le numerose richieste degli ospiti, nei periodi fuori stagione, venne leggermente modificato ed introdotto come secondo piatto di portata, servito a seguito di un sostanzioso primo, che poteva essere o un piatto di ravioli ripieni con ragù di carne o un di gnocchi di patate conditi con il miglior formaggio d’alpeggio locale ovvero il formaggio Castelmagno. Gli gnocchi erano rigorosamente fatti con materie e prodotti tipici locali, quali le patate Ciarda o Piatlina della Valle Grana, venivano impastati e preparati a mano dalle cuoche, che con maestria cucinavano e lavoravano giorno e notte nelle sontuose cucine del piano terra, allora poste nei locali tra l’ingresso dell’androne carraio e il corpo del vano scala principale.

Il logo della struttura è il Gallo. Lo si trova raffigurato in una bellissima decorazione, incorniciata entro un motivo circolare, posto in cima alla facciata Est del palazzo, ovvero quella rivolta alle prime luci del giorno. L’animale, cocchiere del sole, è rappresentato nella sua tipica posizione di canto. Una figura quindi di buon auspicio e con un significato simbolico molto importante, messaggero divino posizionato a metà strada tra la terra ed il cielo.

 

 

Come ci si arriva (1 min. – 150 mt)

Usciti dal B&B “Dolce Caraglio” si prende Via Roma in direzione sud e si prosegue fino alla rotonda fiorita della stessa via, l’edificio si trova in affaccio a Piazza Martiri della Libertà.

 

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