La lenticchia della Valle Grana

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La Lentjìa (o lenticchia) è un rarissimo e gustoso prodotto, coltivata si dice già nel Medioevo, nella cornice delle alpi occitane della Valle Grana. La prima notizia certa, tuttavia, risale alla metà del secolo XVIII (1753) dove, nel rapporto dell’intendente Brandizzo, viene citata come coltura inserita nella rotazione agraria per la produzione della canapa, in quel di Pradleves. Successivamente è menzionata nella testimonianza di un evento straordinario che segnò marcatamente la storia di Caraglio, in provincia di Cuneo.

La sua riscoperta è stata possibile grazie alla testimonianza di un abitante della borgata Reinero di Montemale, il quale raccontò come queste venissero coltivate in piccoli fazzoletti di terra assolati della Valle Grana, in avvicendamento con il cereale autunnale (sulle nostre montagne come da segale e grano Barbariato). Le piante delle lenticchie venivano seminate in primavera e sfalciate in estate. Dopo averle fatte essiccare al sole, venivano trebbiate o battute, quello che rimaneva con l’aiuto del vento veniva separato. Alla fine si ottenevano le sole lenticchie. Questo nobile legume era oggetto di vendita (o di scambio con del riso) al commerciante, che passava in zona.

Dalla primavera del 2009 le lenticchie sono ritornate a vegetare in Valle Grana ed a produrre il loro prezioso frutto. Dapprima, sperimentalmente sulla collina di Caraglio e Bottonasco poi, visti i risultati qualitativi e anche quantitativi, la coltivazione si è estesa coinvolgendo altre aziende della Valle Grana.

La lenticchia è di ottimo sapore specialmente se come da tradizione, prima di essere cucinata, la si lascia in ammollo in acqua naturale d’altura per almeno 6 ore. Esprime così suo nel gusto un lieve, ma avvolgente e particolare, sentore di nocciola selvatica; probabilmente originato dalle peculiarità delle nostre terre e dal clima locale, elementi naturali che le rendono uniche.

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Alcuni consigli per esaltarne la qualità sono:

  • aggiungete qualche goccia di limone nell’acqua di ammollo, renderà la lenticchia più vivace e le sue proprietà vitaminiche più assimilabili
  • salate a fine cottura, perché se le si sala prima si otterranno delle lenticchie più dure
  • se non si procede con l’ammollo, si consiglia di lavarle comunque, per eliminare la polvere residuo della trebbiatura e delle altre lavorazioni

 

Fonte:

  • Agraria.org
  • rivistadiagraria.org
  • vallegranameamour.blogspot.it
  • Lucio Alciati, Presidente dell’Associazione per la promozione e la Tutela dell’antica Patata Piatlina e della Patata Ciarda della Valle Grana. Promuove la rivalorizzazione dell’agricoltura tradizionale e le antiche coltivazioni della sua terra (la Valle Grana di Cuneo) attraverso la ricerca storica e la coltura diretta

 

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